La Pisorno di Tirrenia e la Versilia come set cinematografico

La spiaggia di Forte dei MarmiNel 1934 il regista Giovacchino Forzano dà vita a Tirrenia, sotto lo sguardo benevolo del fascismo, alla Pisorno, la Hollywood in riva all’Arno. Tirrenia è tuttavia segnata dalla nascita nel 1937 di Cinecittà e la Pisorno si converte così ben presto nel secondo polo produttivo, seppur in declino, fino alla seconda metà degli anni ’70. La Versilia è sempre stata un luogo cinematograficamente interessante. La costa fra Torre del Lago e Forte dei Marmi offre paesaggi marini, lago, pinete, montagne di aspetto alpino anche se più basse (le Alpi Apuane), e, non da meno, un clima mite e una buona luminosità naturale gran parte dell’anno. Tuttavia, sia prima che dopo la Pisorno, la Versilia è sempre stata un set cinematografico, già a partire dai tempi del muto.
Il cinema muto. Nel primo Novecento, l’Italia è ancora meta del Grand Tour, e la Versilia è vista come un Eden incontaminato. L'isola dei beati, Max Reinhardt,  film muto del 1913 girato in VersiliaNel 1913 il regista tedesco Max Reinhardt girò nella pineta di Viareggio e sulla spiaggia di Marina di Massa il film muto Die Insel der Seligen (L’isola dei beati), dove l’ambientazione era un paradiso naturale di fauni, ninfe e sirene.
Nel 1916 la divina Eleonora Duse girò fra Viareggio e Stazzema alcune scene del l’unico film della sua carriera Cenere, tratto dall’omonimo libro di Grazia Deledda. La Duse doveva imparare la lentezza dei movimenti tipica del nuovo linguaggio cinematografico.
Nel 1926 la pineta di Viareggio appare in Maciste all’inferno, dove Maciste è quel Bartolomeo Pagano diventato famoso grazie a Cabiria di Pastrone.
La spiaggia. Nel 1930 il primo film sonoro italiano La canzone dell’amore inserisce la costa versiliese in una scena di mare.
Una famiglia del ceto medio romano cerca di trovare un buon partito per la figlia nella spiaggia di lusso della Versilia: è la trama de La famiglia Brambilla del 1941. Il film viene girato tutto in studio, ma le panoramiche costiere sono girate in Versilia.
Viareggio al culmine della mondanità negli anni SessantaL’immagine di Viareggio come meta di promozione sociale e vacanze di lusso di una borghesia che vive nel benessere si sviluppa ancor di più nel dopo guerra. In molto film Viareggio diventa lo scenario per scontri fra famiglie di diversi ceti sociali o l’occasione che il povero ha per fingere di essere ricco. Nel celebre film Guendalina (Angelo Lattuada, 1957) una rampolla dell’alta borghesia in vacanza a Viareggio si innamora di un giovane viareggino di modesta estrazione sociale. In Una vita difficile (Dino Risi, 1961) Alberto Sordi va a Viareggio per inseguire la moglie che lo ha lasciato in cerca di promozione sociale.
Ne Il sorpasso, sempre di Risi, la spiaggia viareggina è meta mai raggiunta, traguardo impossibile per realizzare i propri sogni.
Altri film di tipo “balneare” sono La congiuntura di Ettore Scola (1964), in cui Vittorio Gassman si ferma alla Bussola prima di ripartire per la Svizzera, ma ancora La bella di Lodi (1963) con Stefania Sandrelli, La circostanza (1974) di Ermanno Olmi, un film d’autore sulla vacanza al Forte dei Marmi di una famiglia di industriali.
La Versilia degli anni SessantaMa l’operazione di recupero della Versilia come meta di vacanze di lusso degli italiani negli anni Sessanta raggiunge il culmine con Sapore di mare (1982) di Carlo Vanzina e Sapore di mare 2-Un anno dopo (1983) di Bruno Cortini, dove si ritrovano tutti i cliché del passato, il povero che vuole fare il ricco e la storia d’amore contrastata fra ricchi e poveri.
Ultimi film del filone da spiaggia sono Il principe e il pirata di Pieraccioni del 2001 e Bagnomaria di Panariello del 1999. Una breve scena del lungomare viareggino appare anche nel pluripremiato Il paziente inglese dell’italo-americano Antony Minghella (1996).
Infine, di tutt’altra tematica è Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee, che ha girato il suo film nei luoghi di fatti accaduti realmente durante la Seconda Guerra Mondiale nella zona di Lunigiana e Versilia.