Vedere con le proprie mani. Formazione di guide turistiche per non vedenti

Volterra-Seminario sulle minoranze visive per guide turistiche abilitateVEDERE CON LE PROPRIE MANI. Seminario di formazione per guide turistiche ufficiali. Volterra, Sala del Maggior Consiglio, 30 novembre 2012

Si è tenuta a Volterra (Pisa) il 30 Novembre scorso una giornata di studio e formazione per guide turistiche abilitate provenienti da tutta la Toscana su metodi e strumenti per la fruizione dei beni culturali da parte delle minoranze visive. Il prof. Andrea Socrati del Museo Tattile Statale Omero di Ancona ci ha descritto la situazione di scarsa fruibilità del patrimonio artistico italiano per non vedenti ed ipo vedenti ed il conseguente sentimento di frustrazione che ne deriva.
Questo breve post ha come scopo solo quello di riassumere a grandi linee quello che è stato detto durante il seminario e suscitare la curiosità di chi legge. Non ho quindi la pretesa di affrontare esaustivamente una tematica così complessa, bensì mi sembra utile raccontare quello che mi è stato trasmesso, in quanto ritengo che il tema “turismo e disabilità” non ha l’attenzione che merita. Quindi forse anche noi guide turistiche possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo affisse more più persone disabili possano viaggiar e fare esperienze di viaggio.
Prima di tutto partiamo dal concetto di disabilità. Nel 1980 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha introdotto la distinzione fra tre termini: menomazione, disabilità e handicap. La menomazione è la conseguenza permanente di una malattia o di un trauma, la disabilità è la conseguenza della menomazione e l’handicap è la conseguenza sociale della disabilità.
In Italia si calcola che ci siano circa 2 milioni e 800.000 disabili, circa il 4,8% della popolazione.
Quello che noi come membri della società possiamo fare è ridurre l’handicap, cioè la percezione sociale.
Il cammino verso l’ integrazione. Nel 1977 fu promulgata per la prima volta la legge che permetteva ai disabili di frequentare la scuola media pubblica, prima erano relegati ad istituti privati specializzati. Cambia quindi il concetto di stile di apprendimento, perché ci si rende conto che non va più bene un solo modo di spiegare. Nel 1987 si sancisce poi che i disabili possono andare alle superiori. Quindi si tratta ora di persone che, una volta istruite e collocate nel mondo del lavoro, hanno soddisfatto i loro bisogni primari. Nascono così dei bisogni secondari, come quello di viaggiare. In Europa ci sono circa 50 milioni di disabili, 36 milioni desiderano viaggiare, ma solo il 12% lo fa. Se si considera che ogni disabile ha spesso un accompagnatore, si può capire la potenzialità numerica del settore.
TURISMO ACCESSIBILE. Per prima cosa ci vogliono strutture senza ostacoli per persone con esigenze speciali. Nel 1996 fu fatta La legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici. Ma ci sono altre barriere da superare, ad esempio quella della comunicazione per le persone sorde. È necessaria l’ accessibilità degli strumenti informatici. Un concetto emerso che mi sembra molto importante è che il disabile non chiede gratuità ma FRUIBILITÀ per non sentire l’handicap. E noi dobbiamo fare in modo di aumentare sempre di più questa fruibilità dei beni culturali per le persone con disabilità.
La torre di Pisa da toccarePERCEZIONE TATTILE. È poco conosciuta perché non c’è un solo organo di riferimento, bensì tutta la pelle, che nel nostro corpo corrisponde ad una superficie di 3 mq pieni di recettori nervosi (tattili, del dolore e termici). Avviene attraverso il canale tattile e quello uditivo. Inoltre il tatto non è un senso che lavora da solo, ma entra in gioco tutto il sistema somato-sensoriale. La maggior concentrazione di recettori tattili è nei polpastrelli, infatti il Braille si legge con le mani. Con i termo recettori si possono vedere i colori, ad esempio è possibile nel marmo, la cui temperatura varia a seconda del tipo del marmo, che ha un colore diverso. Viviamo in una società oculocentrica, non siamo più capaci di osservare. Le fasi della percezione visiva e tattile sono tuttavia le stesse. Quando guardiamo un dipinto, partiamo dal colpo d’occhio, che permette una visione generale, per poi passare all’analisi dei dettagli attraverso gli spostamenti oculari. Col tatto succede la stessa cosa, prima si tocca con entrambe le mani tutta la superficie e poi si passa all’analisi dei dettagli con l’aiuto della descrizione verbale della guida turistica. Quindi si ottiene l’immagine tattile dell’oggetto. La differenza sostanziale fra le due percezioni è il TEMPO. La percezione tattile mette in gioco molti più fattori, come l’aspetto fisico, la memoria, lo sforzo cognitivo, la fatica fisica, ecc. La visita guidata a un non vedente deve includere 3-4 pezzi al massimo, in quanto richiede uno sforzo notevole, per una durata di un’ora e mezzo circa, è meglio fare meno cose ma farle per tutti, perché tutti devono avere modo di toccare. È quindi fondamentale rispettare i tempi di ciascun visitatore. Non dobbiamo scordare che la contemplazione avviene nella testa prima di tutto; infatti sarebbe utile far seguire la visita guidata da un’ esperienza in laboratorio, in modo da poter effettivamente verificare quale è stata la percezione da parte del non vedente.
Diderot diceva che i cechi non possono vedere il bello, in realtà è tutto l’opposto, perché la massima contemplazione è quella mentale.
IL CONCETTO DI COLORE: chi ha perso la vista lo ha, chi è cieco dalla nascita no, ma se lo costruisce in base all’esperienza. La guida deve anche parlare di colori, anche a coloro che non hanno un corrispettivo di rappresentazione. Quando si descrive il dipinto bisogna partire dall’inquadramento di forma, dimensione, supporto, per poi passare alla composizione.
DIRITTO DI FRUIZIONE E CONSERVAZIONE DELL’OPERA D’ARTE. Nei musei non si tocca: e le minoranze visive come fanno a vedere? Si può trovare un compromesso, come quello di toccare ogni tanto qualche pezzo prestabilito o di toccare con dei guanti appositi. Oppure si possono realizzare dei quadri tattili che riproducano gli originali (in questo senso si potrebbe coinvolgere le scuole per la loro fabbricazione, unendo l’aspetto didattico a quello sociale).

APPROCCIO CON I NON VEDENTI:
Considerarsi come persone e non come categoria
Presentarsi dando la mano
Essere spontanei, diretti, disinvolti
Farsi prendere sotto braccio
Stare davanti e guidare il non vedente
Rivolgersi al non vedente è non al l’accompagnatore
Usare senza paura termini come cieco, vedere, arrivederci, ecc.

IL BRAILLE. Fu inventato a metà dell’800 e da allora non è mai cambiato. Consiste in una cella di 7 mm x 4 mm, con 6 punti al massimo, la combinazione dei sei punti dà origine alle lettere. La particolarità è che la distanza fra i punti è ottimale per distinguere se si tratta di una o più lettere. Ci sono ovviamente degli ausili per leggere e scrivere in braille, come la tavoletta Braille (per scrivere sul foglio), la dattilo Braille (una macchina da scrivere), la barra Braille, la stampante Braille, la sintesi vocale (voce che legge quello che è scritto, importante soprattutto per internet). Ci sono poi gli ausili per gli ipovedenti, come i video ingranditori e i software ingranditi per PC. È importante usare caratteri puliti, come l’Arial ad esempio, di grandezza 18-20, non sottolineare, evitare virgolette o corsivi, meglio non giustificare, perché se la riga ha una lunghezza variabile è più difficile perdere il segno. I caratteri devono essere neri su sfondo bianco o beige.
AUSILI PER IL MUSEO. Si può trattare di mappe tattili, depliant in Braille, schede delle opere in Braille, walk assistants, modellini per le opere più grandi, pc per non-ipo-vedenti. La collocazione ed illuminazione delle opere è essenziale, non ci deve essere un unico un punto di luce frontale, ma punti di luce diversi.
Il concetto di CURIOSITÀ INTELLETTUALE è fondamentale, anche il non vedente vuole conoscere, però vuole poter toccare le cose e trovare persone che sappiano accoglierlo, facendo un’esperienza non frustrante. Ogni tipo di traduzione è sempre un arricchimento, quindi anche per la guida descrivere un’opera a un non vedente costituisce un incredibile apprendimento.
Se si tocca si interiorizza di più, la vista è una barriera, per capire una statua non basta solo toccarla, ma è utile anche assumerne la posizione. Tuttavia la memoria tattile è più labile di quella visiva e quindi l’esperienza va reiterata, perciò ci vuole più tempo.

PITTURA
Parlare delle dimensioni e della struttura della composizione, da destra a sinistra, dall’altro in basso. Posizionare l’opera nello spazio, fra primo, secondo, terzo piano. Art Beyond Sight.
ARCHITETTURA-SCULTURA
Lo spazio si vive col corpo, a un non vedente sfugge il complesso generale. Ancora meglio sarebbe avere un modellino da toccare, tipo una statuetta della torre di Pisa o una riproduzione del David di Michelangelo.

Il Cristo rivelatoUN ARTISTA STRABILIANTE: FELICE TAGLIAFERRI. Cieco dall’età di 14 anni, Felice Tagliaferri è uno scultore apprezzato a livello internazionale. Famosissimo il suo “Cristo rivelato”, una scultura tattile dal doppio significato, “velato per la seconda volta” e “svelato ai non vedenti”, che possono leggere il marmo toccandolo con le mani. Una scultura che nasce con una storia speciale. Nel 2008 gli fu impedito di toccare, e quindi di vedere, il “Cristo velato” di Giuseppe Sanmartino, nella Cappella Sansevero di Napoli. Da questo episodio nacque l’idea di fare un Cristo tutto suo, che potesse essere toccato da tutti. Grazie alle descrizioni fatte da degli amici, riuscì a fare quest’opera splendida.
Seminario sulle minoranze visive, Volterra 30 Novembre 2012