Com’era Firenze… Il Mercato Vecchio, oggi Piazza della Repubblica

Nell’800 Firenze appariva agli occhi dei visitatori e dei suoi abitanti come un insieme di monumenti, opere d’arte e romantici panorami, ma anche come un grande e variopinto mercato. Vie e piazze cittadine, su cui si affacciavano numerose botteghe, erano affollate di persone intente alle più diverse occupazioni. Quello che noi oggi chiamiamo il centro storico, tutta quella rete di strade che ci sembrano troppo anguste per il transito degli autobus, delle auto e degli scooter, le piazze spesso trasformate in parcheggi, non più di un secolo or sono avevano un aspetto ben diverso e i fiorentini avevano ritmi di vita assai meno frenetici. Durante la settimana i negozi chiudevano alle 13, ora in cui tutti pranzavano, per riaprire nel pomeriggio dalle 15 alle 20, l’ora dell’Avemaria; la domenica gli “sporti”, cioè le porte di botteghe e negozi, dovevano rimanere chiusi, pena il pagamento di una multa. Molte attività si svolgevano fuori della bottega, sul marciapiede o sulla strada. Non era insolito imbattersi in tappezzieri che cucivano materassi, ciabattini che riparavano le scarpe, falegnami che scaldavano la colla, fiascai, arrotini e tanti altri che trasformavano la strada in una specie di laboratorio a cielo aperto, piena di colori, odori e rumori d’ogni genere.
Ancora oggi molte strade fiorentine devono il loro nome all’attività artigianale svolta in passato: via degli Arazzieri, dei Cimatori, dei Vagellai, dei Saponai, dei Cardatori, dei Fibbiai, dei Tessitori, ecc. A dare il nome alla via talvolta è il luogo dove gli artigiani lavoravano o gli attrezzi che utilizzavano: via del Tiratoio, della Fornace, delle Conce, delle Caldaie; oppure il tipo di merce in vendita nei mercati: via delle Oche, piazza del Pesce, piazza Piattellina. All’inizio dell’800 l’elenco delle vie che richiamavano con il loro nome le attività produttive era molto più lungo e, ad esempio, via dei Calzaiuoli era spezzettata in numerosi tratti, ognuno dei quali ricordava un’attività: via dei Banderai, dei Brigliai, dei Caciaioli, dei Farsetti, dei Pittori; l’altrettanto famosa via dei Tornabuoni si chiamava via Larga dei Legnaioli nel tratto dal ponte S. Trinita al palazzo Strozzi, mentre, proprio per l’eleganza dei suoi negozi, da via della Spada a piazza Antinori prendeva il nome di via dei Belli Sporti.
Questa Firenze oggi è solo un ricordo nelle fotografie d’epoca scattate dai Fratelli Alinari e nei dipinti di Telemco Signorini o nelle cronache dello Yorick. Sta agli appassioanti di storia  e tradizioni fiorentine farla rivivere raccontandola a quelli che ne ignorano l’esistenza.