Archive for Spedale degli Innocenti

Firenze e il commercio: le Corporazioni delle Arti e dei Mestieri

// June 13th, 2011 // No Comments » // Home, Spedale degli Innocenti

Nella società moderna, dove tutto è tecnologico, digitale, scaricabile da Internet, spesso si è persa la memoria dei mestieri e dei sapori del passato, fatto che contribuisce non poco alla graduale perdita della nostra identità di fiorentini. Firenze non è solo Botticelli e Michelangelo, Leonardo e Cellini, maestri indiscussi del Rinascimento, ma è anche la città in cui la nascita della realtà corporativa ha portato a quella fioritura economica e sociale senza la quale proprio il Rinascimento non sarebbe stato possibile. Lo spirito d’indipendenza e di intraprendenza che ha reso possibile il Rinascimento si plasma anche grazie allo sviluppo del commercio e dell’industria che si ha nel Medioevo. Tale spirito mercantile non è tuttavia estraneo ad una grande umanità che viene esercitata a Firenze in molti luoghi, come ospedali, orfanotrofi, ospizi. Questa commistione di operosità, arguzia, intraprendenza, solidarietà umana ed ironia ha forgiato durante i secoli il modo di essere dei fiorentini. Per arginare una perdita d‘identità sempre più minacciosa, la memoria di “com’era Firenze” può essere un piccolo strumento di grande utilità, per sapere ad esempio che laddove oggi sorge una boutique di grido prima c’era la sede dei lanaioli, che, secoli fa, si occupavano della produzione di tessuti pregiati proprio come quelli venduti nell’odierno negozio, o che le strade del centro oggi adibite al più tipico “struscio” domenicale fino ad un paio di secoli fa erano teatro di mercati e taverne poco raccomandabili, o ancora che lo Spedale degli Innocenti, voluto dall’Arte della Seta all’epoca in cui sorse, nella prima metà del ‘400, rappresentò la prima istituzione, nel mondo allora conosciuto, esclusivamente dedicata all’ assistenza dei fanciulli. (more…)

Lo Spedale degli Innocenti: il primo orfanotrofio d’Europa

// May 25th, 2011 // No Comments » // Home, Spedale degli Innocenti

Fu il primo orfanotrofio d’Europa e la prima architettura rinascimentale in assoluto, su progetto iniziale di Filippo Brunelleschi. Il nome si ispirò all’episodio biblico della Strage degli Innocenti. Tutt’ora, nella tradizione di assistenza all’infanzia, ospita due asili nido, una scuola materna, tre case famiglia destinate all’accoglienza di bambini in affido familiare e madri in difficoltà, ed alcuni uffici di ricerca dell‘ Unicef. L’Istituto è anche Centro Nazionale di Documentazione e Analisi sull’Infanzia e l’Adolescenza, punto di riferimento nazionale ed europeo per la promozione della cura dei diritti dell’infanzia.

L’edificio fu edificato su un orto situato accanto alla chiesa della Santissima Annunziata, ceduto a un prezzo di favore da Rinaldo degli Albizi. La costruzione fu affidata all’ Arte della Seta ed il progetto ad un suo membro, Filippo Brunelleschi. Lo spedale aprì nel 1445.

Francesco di Marco Datini (Prato, 1335 – 1410) era un mercante pratese. La sua importanza è legata al ricchissimo archivio di lettere e registri da lui lasciato e ritrovato nel XIX secolo in una stanza segreta del suo palazzo e che oggi consente di analizzare compiutamente la vita e gli affari di un mercante operante nella seconda metà del XIV secolo. A causa del notevole numero di lettere di cambio presente in tale archivio, egli è generalmente ritenuto l’inventore dell’assegno; secondo alcuni studiosi risulterebbe invece più corretto riconoscergli un largo uso, unico per l’epoca e quindi moderno, della lettera di cambio, piuttosto che attribuirgliene l’invenzione vera e propria. Francesco Datini lasciò mille fiorini all’Ospedale di Santa Maria Nuova «per principiare uno luogo nuovo, ove e sì come vorrà lo infrascritto Spidalingo dello Spidale di Santa Maria Nuova di Firenze […] il quale i fanciulli notrichi e notrire faccia, i quali ivi saranno rilasciati o gittati, con buona diligenzia e cautela». A lui si attribuisce tradizionalmente la fondazione dello Spedale degli Innocenti.

Inizialmente i fanciulli abbandonati potevano essere deposti in una pila situata nell’estremità destra del porticato, dove una donna poteva affacciarsi a una finestra e prendere i bambini, richiamata dal pianto. Nel 1660 questo giaciglio venne sostituito dalla ruota girevole in pietra, oggi posta all’estrema sinistra. Le madri disperate potevano così appoggiare i loro figli (i gittatelli), girare la ruota e suonare la campanella, facendoli entrare al riparo senza essere viste. Spesso lasciavano delle lettere o degli oggetti insieme ai neonati.

Nel 1448, a tre anni dall’apertura, i registri riportano 260 piccoli ospiti; nel 1560 erano diventati 1.320 e nel 1681 più di 3.000. Per garantire un sufficiente allattamento, gli spedalinghi ricorrevano spesso alla prestazione di donne di campagna, che ricevevano i bambini in fasce in balia (erano più economiche di quelle di città). I bambini potevano essere adottati, ma più di frequente venivano dati a famiglie affidatarie che li riconsegnavano all’età di sette anni. I maschi venivano istruiti con gli studi essenziali e poi erano mandati nelle botteghe a imparare un mestiere. Le femmine, invece, venivano spesso tenute nell’ospedale per lavorare i tessuti di set al telaio o per prendersi cura degli orfanelli più piccoli.

Se vuoi visitare lo Spedale degli Innocenti, scrivi a francesca@fantasticflorence.com